All'inglese
La pesca all’inglese viene praticata da decenni dai pescatori britannici, creata appositamente, si potrebbe dire, per le difficili condizioni atmosferiche del territorio, che obbligano ad una pesca di certo non molto raffinata, ma sicuramente concreta e basata su un’attenta osservazione.
Il costo modesto dell’attrezzatura, la facilita della tecnica e la maneggevolezza delle canne da pesca hanno fatto il resto, consentendone una rapida diffusione anche nel nostro Paese. Riguardo agli ambienti in cui può essere praticata laghi, dighe, canali e fiumi è bene fare due distinzioni: fra acque ferme ed acque correnti. Nelle prime gli inglesi usano un galleggiante chiamato "Waggler" (ballerina) per le acque ferme, nelle seconde lo "Stick" molto simile al galleggiante da bolognese per le acque correnti. Il primo elemento tipico dell'attrezzatura inglese è dunque il galleggiante, fissato alla lenza per l’estremità inferiore, permette di pescare con il filo sommerso, evitando quella spinta del vento che altrimenti provocherebbe la famosa “pancia” in superficie.
La canna, invece, provvista di anelli di piccolo diametro e legati al fusto a distanze ravvicinate è semplice e leggera, lunga mediamente 4 metri. Per quanto riguarda la lenza, la sua piombatura è solitamente concentrata in prossimità del galleggiante, con il vantaggio di conservare una notevole sensibilità indipendentemente dalla portata del galleggiante stesso.